Prevenzione della patologia cariosa degli elementi dentari decidui e permanenti: la fluoroprofilassi.

Prevenzione della patologia cariosa degli elementi dentari decidui e permanenti: la fluoroprofilassi.

La carie è una patologia che risulta da una modifica dell’equilibrio del biofilm della placca dentale verso una popolazione batterica cariogenica, cioè produttrice di acidi, causata e mantenuta dalla frequente assunzione di carboidrati facilmente fermentabili (Simonsen, 2002; Mejare et al., 2003).

Rappresenta ancora oggi una delle patologie più diffuse nella popolazione generale e in etàpediatrica (Jokovic & Locker 2001, Featherstone 2003, Harris et al. 2004, Guzman-Armstrong2005, Cleaton-Jones et al. 2006, Hiiri etal. 2006).

Le condizioni socio-economiche ed ambientali giocano un ruolo importante nello sviluppo dellapatologia cariosa, influenzando anche le abitudini correlate alla salute orale, quali l’igiene oralepersonale e l’igiene alimentare (Kallestal et al. 2003, Johnson 2004, Whelton 2004, Hugoson et al.2005, Senna et al. 2005, Nunn 2006).

Dalla seconda metà del XX secolo, si è osservata una riduzione della prevalenza della patologia cariosa nei paesi industrializzati tra cui il nostro ma le indagini a carattere nazionale evidenzianoche la malattia è ancora particolarmente presente nei bambini italiani: è emersa, infatti, unaprevalenza di circa il 22% di patologia a 4 anni e di circa il 44% a 12 anni (Nunn et al. 2000,Tinanoff et al. 2002, Campus et al. 2004, Marthaler 2004, Campus et al.2007

In Italia, la quasi totale assenza sul territorio di servizi odontoiatrici di comunità rende ancora più difficile l’attuazione di programmi di prevenzione puntuali ed efficaci (Strohmenger et al. 2006).

La prevalenza della patologia cariosa nella popolazione infantile italiana ci porta aconsiderare l’intera popolazione come potenzialmente a rischio di carie e, pertanto, bisognosa di interventi preventivi.

Fluoroprofilassi

La costante presenza di adeguate concentrazioni di fluoro nel cavo orale riduce significativamente il rischio di carie (Axelsson et al. 2004, Douglass et al. 2004, Petersson et al. 2004, Adair 2006) .

Il fluoro agisce:

1. rinforzando la struttura cristallina dello smalto con la formazione di fluoro apatite;

2. favorendo la remineralizzazione dello smalto demineralizzato;

3. svolgendo un effetto antimicrobico, soprattutto su Streptococcus mutans, sì da diminuirne la capacità di adesione ai tessuti orali ed i tempi di moltiplicazione.

La fluoroprofilassi, intesa come prevenzione della carie attraverso l’utilizzo del fluoro, rappresentala pietra miliare della prevenzione della carie ed è necessaria in tutti gli individui (Leroy 2003, Weintraub 2003, Twetman et al. 2004, Jones et al. 2005, Kitchens 2005).

Può essere effettuata per via sistemica e per via topica. Negli anni sono stati sviluppati diversi mezzi di somministrazione del fluoro, ognuno dei quali con diverse concentrazioni, frequenze di uso e posologie quali acqua fluorata, latte, sale, compresse, gocce, dentifrici, gel, vernici, ecc (Maturo et al. 2001, Lewis & Milgrom 2003, Marinho et al. 2004, Yeung et al. 2005) .

Per definizione, la fluoroprofilassi per via topica descrive tutti i mezzi di erogazione che forniscono fluoro in concentrazioni elevate alle superfici esposte dei denti per un effetto protettivo locale e, pertanto, tali mezzi non sono destinati all’ingestione. A oggi, l’effetto preventivo post-eruttivo del fluoro, ottenuto attraverso la via di somministrazione topica, è considerato più efficace rispetto a quello pre-eruttivo, ottenuto attraverso la via di somministrazione sistemica.

I mezzi di fluoroprofilassi maggiormente utilizzati sono quelli per via topica (dentifrici,collutori o gel); questa via di somministrazione, inoltre, è in grado di fornire concentrazioni molto più elevatedi fluoro rispetto a quelle contenute, ad esempio, nell’acqua potabile.

Il declino della prevalenza della carie registrato nei paesi industrializzati è statoprincipalmenteattribuito all’incremento della diffusione dei dentifrici fluorati. Il dentifricio fluorato, quindi, rappresenta un mezzo di somministrazione di primaria importanza nella prevenzione della carie.

Gli individui in tenera età, tuttavia, non sapendo ancora controllare efficacemente il riflesso delladeglutizione, tendono a ingerire involontariamente parte del dentifricio apportato durante le manovre di igiene orale domiciliare, con conseguente assorbimento sistemico.

Un’assunzione eccessiva e protratta nel tempo di fluoro, (acqua fluorata, dentifricio,supplementifluorati, latte in formula) durante l’età pediatrica può essere causa di fluorosi dentale. Esiste, inoltre,forte evidenza che l’uso di dentifricio che contiene almeno 1000 ppm di fluoro fino a 5/6 anni di età è associato ad un incremento del rischio di fluorosi. E’, quindi, consigliabile un’accurata supervisione della quantità di dentifricio fluorato somministrato al bambino nei primi anni di vita da parte del genitore per ridurre al minimo il rischio di fluorosi.

Per massimizzare l’effetto benefico del fluoro contenuto nel dentifricio, è consigliabile non risciacquare o ridurre al minimo il risciacquo, dopo lo spazzolamento.

L’uso di integratori fluorati è possibile previa attenta valutazione della quantità di fluoroassunta quotidianamente da altre fonti. Gli integratori fluorati devono essere prescritti dal pediatra nei casi di oggettiva difficoltà alla somministrazione topica di fluoro attraverso il dentifricio o come metodica di fluoroprofilassi aggiuntiva nei soggetti a rischio di carie. Tale modalità di fluoroprofilassi richiede tuttavia una compliance elevata da parte della famiglia.

Dai 6 mesi ai 6 anni di età, la fluoroprofilassi può essere effettuata attraverso l’uso di un dentifricio contenente almeno 1000 ppm di fluoro, 2 volte al giorno, in dose pea-size. Nei casi di oggettiva difficoltà all’uso del dentifricio come unica metodica di fluoroprofilassi e nei soggetti ad alto rischio di carie come metodica aggiuntiva all’uso del dentifricio:

– da 6 mesi ai 3 anni: somministrare 0,25 mg/die di fluoro con gocce;

– da 3 a 6 anni: somministrare 0,50 mg/die di fluoro con gocce o pastiglie.

Dopo i 6 anni la fluoroprofilassi viene effettuata attraverso l’uso di un dentifricio contenente

almeno 1000 ppm di fluoro, 2 volte al giorno.

La somministrazione del fluoro, attualmente, non è raccomandabile in gravidanza in quanto non trova adeguato supporto dalle evidenze scientifiche disponibili, mentre relativamente alla metodica di somministrazione ed alla posologia è buona norma far riferimento al documento “Linee guida nazionali per la promozione della salute orale e la prevenzione delle patologie orali in età evolutiva” (Rock et al. 1997, http://www.salute.gov.it 2008) e successive revisioni(http://www.salute.gov.it 2013).

In definitiva, sarà compito dell’odontoiatra prescrivere, valutando caso per caso, il mezzo di somministrazione più idoneo così come la concentrazione di fluoro da utilizzare, il tutto dopo attenta considerazione del rischio microbiologico effettuato con le tecniche adeguate.

Girl brushing teeth
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