Prima visita e approccio comportamentale

Prima visita e approccio comportamentale

E’ consigliabile che la prima visita odontoiatrica venga fatta verso i 18/24 mesi indipendentemente dalla presenza o meno di problematiche dentali (Wolfe et al. 2006, Scottish Intercollegiate Guideline Network 2006).

Durante la prima visita il bambino ha l’opportunità di prendere confidenza sia con l’ambiente operativo sia con il personale odontoiatrico. Per cercare di controllare l’ansia del paziente, sarebbe bene rendere confortevole ed “a misura di bambino” sia la sala d’attesa che l’ambiente operativo. Prima di affrontare qualsiasi intervento operativo, l’odontoiatra che si occupa dell’assistenza dei pazienti in età evolutiva deve necessariamente mettersi in sintonia con la personalità del piccolo paziente, i suoi problemi e le sue paure, giungendo così ad ottenere la sua attenzione, la sua fiducia e quella dei genitori.

L’odontoiatra con il paziente in età evolutiva deve comunicare in funzione delle caratteristiche individuali, in particolare del grado di maturazione del piccolo paziente, utilizzando strategie psico comportamentali individualizzate per favorire la piena collaborazione durante la seduta odontoiatrica. Si devono mettere in atto percorsi per consentire ai genitori ed all’operatore di costruire l’alleanza terapeutica, necessaria per il conseguimento di obiettivi comuni, atti non solo a risolvere la patologia in fase acuta, ma ad impostare un corretto piano di trattamento, pianificando nel tempo le diverse operatività necessarie al suo completamento e il conseguente follow-up, con il monitoraggio delle abitudini a stili di salute orale domiciliare (Smallridge 2000; AAPD 2008).

E’ consigliabile un’adeguata istruzione e preparazione all’accoglienza psicologica del bambino (Werner et al. 2016)

Nell’ambito della visita specialistica pediatrica è sempre doveroso un attento esame obiettivo del cavo orale, per valutare lo stato di salute dentale e delle mucose orali del bambino. Tale esame diventa spesso difficile ed impegnativo in età pediatrica, per problematiche correlate principalmente ai cambiamenti evolutivi del distretto orale del bambino durante la normale crescita; basti pensare alla permuta dentaria dai 6 ai 14 anni, allo sviluppo psicofisico in atto, alla difficoltà del bambino a descrivere e localizzare un’eventuale sintomatologia dolorosa oltre ad inquadrarla temporalmente, nonché all’immaturità immunologica dell’infanzia.

Durante la prima visita l’odontoiatra deve valutare lo stato di salute della bocca, dei tessuti duri, dei tessuti molli (gengive e mucose orali) e dell’articolazione temporo-mandibolare (ATM); controllare che la formula dentaria sia corretta e compatibile con l’età del paziente e che i denti presenti siano sani e in corretta occlusione. Va, inoltre, controllata la presenza di abitudini viziate (il persistere nell’uso del ciuccio e il succhiamento del dito) che possono alterare lo sviluppo armonico dei mascellari.

Durante la prima visita, inoltre vengono spiegati al piccolo paziente ed ai genitori i principi fondamentali della prevenzione primaria e le eventuali varie fasi del piano di trattamento.

Le problematiche odontostomatologiche in età infantile vanno conosciute, individuate precocemente e gestite con protocolli multidisciplinari, atti ad inserire il bambino in un programma mirato di prevenzione, diagnosi e cura sia di alterazioni dei tessuti duri sia dei tessuti molli orali, con l’obiettivo di soddisfare, secondo i più moderni indirizzi ed in linea con le sollecitazioni poste dalla società, le nuove e diverse esigenze di raggiungere e mantenere la salute orale del bambino.           E’, pertanto, importante la stretta collaborazione tra pediatra, odontoiatra, ortodontista e igienista dentale in modo da uniformare gli interventi collettivi, semicollettivi e individuali. Diventa, quindi, indispensabile che l’odontoiatra sia aggiornato a riconoscere e affrontare le patologie orali più frequenti e soprattutto in grado di consigliare e indirizzare, laddove possibile, efficaci interventi di prevenzione diventando così figura privilegiata nell’informazione e nel rapporto genitori – bambino.

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