Prevenzione dell’early childhood caries (ECC)

Prevenzione dell’early childhood caries (ECC)

L’E.C.C. (early childhood caries o baby bottle syndrome o carie da biberon o carie della prima infanzia) è una manifestazione particolarmente severa e rapidamente destruente della patologia cariosa (De Grauwe et al. 2004; Campus et al. 2007a). La causa principale della carie rapidamente destruente va ricercata nell’uso prolungato del biberon contenente sostanze zuccherate o latte anche non addizionato con zucchero assunti, principalmente, nelle ore notturne quando il flusso salivare è fortemente ridotto.

Il quadro clinico può presentarsi con forme iniziali di demineralizzazione dello smalto, fino alla completa amputazione degli elementi decidui. La localizzazione clinica riguarda più spesso la superficie vestibolare dei denti del settore anteriore della dentatura decidua e diffonde rapidamente al resto della dentizione. In letteratura sono riportati valori di prevalenza variabili dall’1% al 12% nei paesi industrializzati e valori superiori al 70% nelle nazioni in via di sviluppo e nelle fasce deboli della popolazione, anche in paesi ad elevato reddito.

Le principali manifestazioni cliniche della carie rapidamente destruente sono il dolore, la presenza di ascessi e fistole, cui si associa una frequente compromissione dello stato di salute generale con possibile conseguente malnutrizione. Le complicanze che l’E.C.C. può determinare sono di natura infettiva sistemica, come la malattia focale, e, localmente, la possibilità di sviluppo di cisti follicolari o radicolari ed ipoplasia degli elementi permanenti; complicanze ortognatodontiche, in relazione a possibile perdita della guida canina, alla perdita di spazio con disarmonia dentoalveolare a carico degli elementi permanenti e perdita della dimensione verticale con alterazione del profilo; complicanze funzionali, conseguenti ad alterazioni della cinetica mandibolare, della fonetica e della deglutizione e, infine, complicanze estetiche, legate alla perdita degli elementi dentali, soprattutto a carico del gruppo

frontale.

La terapia di questa forma di carie è spesso rappresentata dall’estrazione di molti o di tutti gli elementi decidui, sia per la gravità delle lesioni sia per la giovane età dei soggetti colpiti, che non consente di sottoporli ad una terapia conservativa lunga, complessa e con prognosi dubbia.

I trattamenti endodontici sugli elementi dentali della serie decidua possono essere più o meno complessi in base al tipo di lesione e al grado di interessamento dell’organo pulpare. Diverse variabili influenzano la scelta del tipo di trattamento: l’età del paziente, l’eventuale interessamento della polpa con storie di ascessi ripetuti, il grado di rizolisi, la presenza di eventuali agenesie. I trattamenti comprendono: la pulpotomia, la pulpectomia e l’estrazione dell’elemento.

Prima di scegliere il tipo di trattamento, si dovrebbe prendere in considerazione la gravità delle lesioni, l’età ed il comportamento del bambino, il rischio di carie e la collaborazione dei genitori.

Sono altamente consigliate misure di prevenzione domiciliare e misure cliniche.

La prevenzione domiciliare comprende:

1. controllo della trasmissione dello Streptococcus mutans tra madre e figlio evitando ad es. la condivisione delle stesse posate;

2. non utilizzo del succhiotto edulcorato e del biberon contenente bevande zuccherine. Può risultare utile suggerire al genitore di continuare, almeno per un certo periodo di tempo, l’utilizzo del biberon nelle ore notturne, se di aiuto al sonno, ma solo se contiene acqua;

3. utilizzo di presidi di igiene orale domiciliare a far data dall’eruzione del primo dente deciduo; prima di quest’epoca è buona norma detergere il cavo orale del bambino con una garza inumidita dopo ogni assunzione di cibo, bevande o farmaci edulcorati.

Le misure cliniche comprendono:

1. applicazione topica di vernici o gel al fluoro;

2. riabilitazi

one estetico – funzionale delle arcate dentarie (prevenzione terziaria).

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